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	<title>Voci Resistenti</title>
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		<title>“Caro Marco, ti prego…”: una lettera aperta che non sottoscrivo</title>
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		<pubDate>Sun, 13 May 2012 15:55:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppe Aragno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Le scrisse Pintor e sono parole che scuotono: &#171;Non ci vuole una svolta, ma un rivolgimento. Molto profondo. Niente di manicheo, ma bisogna segnare un altro confine e stabilire una estraneit&#224; riguardo all&#8217;altra parte&#187;. Mi vengono in mente, mentre leggo sul Manifesto la lettera aperta a Rossi Doria, che quel confine lo ignora, e mi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;"><img align="left" alt="" height="178" hspace="4" src="http://www.foruminsegnanti.it/vociresistenti/wp-content/uploads/scuola_manifestazione_640x45712.jpg" width="202" />Le scrisse Pintor e sono parole che scuotono: &laquo;Non ci vuole una svolta, ma un rivolgimento. Molto profondo. Niente di manicheo, ma bisogna segnare un altro confine e stabilire una <em>estraneit&agrave;</em> riguardo all&rsquo;altra parte&raquo;. Mi vengono in mente, mentre leggo sul Manifesto la lettera aperta a Rossi Doria, che quel confine lo ignora, e mi pare evidente: siamo figli delle nostre&nbsp;<a href="http://www.sinistraecologialiberta.it/articoli/lettera-aperta-a-marco-rossi-doria" target="_blank">scelte</a>.<br />
	Voglio crederci: si pu&ograve; accettare di entrare in un governo come quello di Monti nella pia illusione di dare un qualche contributo positivo alla crisi che ci uccide. Non &egrave; giusto, ma &egrave; umano. Inaccettabile &egrave;, invece, conservare l&rsquo;illusione dopo la riforma delle pensioni e del mercato del lavoro e la maniera scelta per affrontare la crisi e produrre cos&igrave;, tra l&rsquo;altro, la catastrofe del nostro sistema formativo. Purtroppo non si tratta solo dell&rsquo;Invalsi, di cui non a caso Urbani, sottosegretaria e collega di Rossi Doria, &egrave; stata finora esponente di punta. Il punto &egrave; che questo governo non solo &egrave; completamente appiattito sulle scelte del ministro Gelmini, ma ne prosegue, con metodica e per molti versi feroce determinazione, il lavoro di smantellamento della scuola e dell&rsquo;Universit&agrave; dello Stato, intese come presidi di democrazia e strumenti di formazione del pensiero critico. Tutto va nella direzione voluta dal precedente governo, tutto si inserisce in una concezione autoritaria e iperliberista del ruolo della formazione, a partire dalla messa in discussione del valore legale del titolo di studio, dalle scelte in tema di valutazione della ricerca, per giungere al rifiuto di fare della scuola e dell&rsquo;universit&agrave; il perno attorno a cui ruoti un progetto di crescita non solo culturale ma economica del Paese.<br />
	Il &ldquo;<em>collega</em>&rdquo; Rossi Doria sa bene che la scuola italiana ha organici insufficienti e risorse finanziarie inesistenti, conosce perfettamente l&rsquo;esito devastante della precariet&agrave; del personale scolastico e di una &ldquo;<em>razionalizzazione</em>&rdquo; di ispirazione aziendalistica che qui produrr&agrave; superfetazioni tentacolari, l&igrave; indebolir&agrave; la presenza della scuola sul territorio e colpir&agrave; soprattutto le scuole che operano dove ci sono pi&ugrave; poveri, dove pi&ugrave; a rischio sono i giovani e pi&ugrave; grave &egrave; il disagio sociale. Il sottosegretario non ignora gli esiti disastrosi di un&rsquo;autonomia a risorse zero che mentre ti emancipa ti fa servo. L&rsquo;INVALSI non &egrave; semplicemente un tormentone; &egrave; uno strumento di controllo che eleva al rango di criterio unico di valutazione del lavoro di un docente la &ldquo;competenza&rdquo; di uno studente &ldquo;astratto&rdquo;, separato da ambiti territoriali, contesti ambientali, estrazione sociale, capacit&agrave;, punto di partenza e punto di arrivo; una competenza che assume un significato univoco, smette di essere l&rsquo;esito di un processo e mortifica quei docenti di cui volutamente ignora le qualit&agrave; innovative in tema di programmazione formativa dell&rsquo;istruzione. L&rsquo;obiettivo &egrave; chiaro: confondere l&rsquo;abilit&agrave; con la &ldquo;conoscenza&rdquo;, ricondurci alla trasmissione acritica del pensiero dominante, custodito dai sacerdoti del potere nei santuari del sapere. &ldquo;Valutati&rdquo; cos&igrave; gli studenti, &egrave; molto facile rendere ricattabile il docente e scoraggiarne ogni tentativo di formare intelligenze critiche. Un progetto liberticida, quindi, che segna un confine invalicabile e una frattura irrimediabile. I docenti non chiedono nulla al Governo. Difendono la scuola dello Stato e con essa la democrazia.<br />
	Lo dir&ograve; ancora con Pintor: senza badare a fede, nazionalit&agrave;, razza e formazione politica, la scuola mira a costruire persone, &laquo;individui, ma non atomi, che si incontrano e riconoscono quasi d&rsquo;istinto ed entrano in consonanza con naturalezza&raquo;. Su questo un docente pretende di esser valutato. Perch&eacute; ci&ograve; avvenga, per&ograve;, &egrave; necessario che si riconosca il diritto dei docenti a valutare. Noi insegnanti della Repubblica abbiamo torti e ragioni, ma veniamo da lontano e siamo consapevoli del nostro ruolo. Voglio ricordarla qui, la nostra via, cercando tra le mie carte di vecchio studioso. &ldquo;Scuola e Resistenza&rdquo;, numero unico del Comitato di Liberazione Nazionale della Scuola, usc&igrave; quando la sorte del fascismo stava per compiersi. Nella copia che ho davanti mentre scrivo, la data non si legge ma il giornale fu certamente stampato alla macchia fra giugno e luglio del 1945. <a href="http://giuseppearagno.files.wordpress.com/2012/05/numeroun1.jpg"><img align="right" alt="" class="alignright size-full wp-image-3423" hspace="4" src="http://giuseppearagno.files.wordpress.com/2012/05/numeroun1.jpg?w=500" title="numeroun[1]" /></a>Quattro facciate dense di articoli: il ricordo commosso di insegnanti caduti lottando contro la barbarie fascista, la questione ormai attuale dell&rsquo;&laquo;epurazione dei libri di testo fascistizzati&raquo; e l&rsquo;invito a sfidare il regime morente, &laquo;macabro fantasma&raquo; che si sforza di delinquere per credersi e affermarsi vivo: &laquo;Non giurate! [...] Insegnanti! Opponete un incrollabile rifiuto&raquo; &ndash; il sogno di &laquo;un&rsquo;Italia risorta&raquo; in cui la scuola &laquo;sar&agrave; il fondamento, l&rsquo;elemento innovatore&raquo; e l&rsquo;insegnante &laquo;rivestir&agrave; una missione augusta: perch&eacute; l&rsquo;educazione forma l&rsquo;uomo vero ed eleva il popolo; essa &egrave; l&rsquo;unica condizione di libert&agrave; e di eguaglianza e di progresso&raquo;.</p>
<p style="text-align:justify;">Quell&rsquo;Italia risorta &egrave; oggi sotto processo. E&rsquo; un&rsquo;Italia scomoda. Storici improvvisati versano lacrime strumentali sul &ldquo;<em>sangue dei vinti</em>&rdquo;, leader d&rsquo;una presunta sinistra recitano il <em>mea culpa</em> per le foibe, la Costituzione nata dalla Resistenza &egrave; calpestata ed &egrave; passata una riforma della scuola, per la quale davvero si potrebbero usare le parole che scrivevano nel 1945 gli insegnanti che si armavano per l&rsquo;ultima battaglia contro la dittatura: &laquo;reazione e fascismo con demagogica sagacia intuirono che l&rsquo;istruzione &egrave; la vera liberatrice dello spirito umano, che eleva e libera l&rsquo;uomo e lo rende conscio dei doveri, dei diritti, delle sue fondamentali rivendicazioni; ma il fascismo temeva il popolo; voleva il gregge, la massa, la folla, da sfruttare, da gettare al macello. Allora compr&ograve; letterati e falsi profeti, per traviare l&rsquo;opinione e tarpare le ali al libero ricreatore insegnamento, lo soggiog&ograve;, lo volle dominare e dirigere e la costituzione sociale fascista, fondata unicamente sulla potenza del denaro, offerse un mezzo sicuro all&rsquo;oppressore. L&rsquo;insegnante fu asservito e domato colla miseria, col bisogno diuturno; fu ridotto a un paria, dalla vita grama e stentata, che mortifica e alla fine immiserisce anche i pi&ugrave; arditi: la professione fu angustia, conformismo e, alfine, rinuncia. E l&rsquo;insegnamento fu come la classe dominante imponeva e la giovent&ugrave; crebbe informata a principi falsi, a ideologie assurde e funeste come si voleva; e l&rsquo;attuale catastrofe &egrave; l&rsquo;ineluttabile risultato&raquo;.<br />
	Gli articoli sono tutti anonimi &ndash; era in gioco la vita &ndash; tranne l&rsquo;ultimo, un &ldquo;Appello alle maestre&rdquo; in cui Luisa, maestra a sua volta e partigiana, si rivolge alle compagne di lavoro per incitarle alla lotta: &laquo;Uniamoci, ribelliamoci, seguiamo l&rsquo;esempio delle colleghe pi&ugrave; ardite, aiutiamole nella loro e nostra lotta, altrimenti saremo indegne di partecipare alla vita della futura scuola dell&rsquo;Italia libera&raquo;.<br />
	Non sapr&ograve; mai chi fosse Luisa, ma ci giurerei: tornerebbe a scriverlo oggi questo suo coraggioso appello e muterebbe solo poche parole. &laquo;Per difendere il futuro dell&rsquo;Italia libera&raquo;, scriverebbe. E occorrerebbe ascoltarla questa nostra dimenticata e coraggiosa maestra. La maniera in cui si tratta la scuola dopo la riforma Gelmini chiama alla resistenza.</p>
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		<title>SCIOPERO FIOM &#8211; la parola agli operai</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Mar 2012 19:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voci Resistenti</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="" height="121" src="http://www.foruminsegnanti.it/vociresistenti/wp-content/uploads/fiom-operai.jpg" width="200" />Video interviste dei partecipanti al corteo a cura di Libera TV &#8211; Il popolo della FIOM scende in piazza per difendere i diritti dei lavoratori e la democrazia. Volti determinati e ragioni da vendere di chi deve battersi ogni giorno per il salario ed il lavoro. Il Governo Monti &egrave; un avversario a cui non fare sconti. Ma come si pu&ograve; dire che questa piazza &egrave; conservatrice e difende dei privilegi? Eppure c&#39;&egrave; chi li accusa.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><object><embed align="middle" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" bgcolor="#ffffff" flashvars="http_base_url=http://www.libera.tv/&amp;videoid=2185" height="370" loop="false" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" quality="high" scale="exactfit" src="http://www.libera.tv/mm_player.swf?http_base_url=http://www.libera.tv/&amp;videoid=2185" type="application/x-shockwave-flash" width="395"></embed></object></p>
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		<title>L’ECCEZIONE E LA REGOLA</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Mar 2012 18:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gemma Gentile</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;E vi preghiamo, 
quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale. 
Di nulla sia detto: &#8220;&#232; naturale&#8221; in questi tempi di sanguinoso smarrimento, ordinato disordine, 
pianificato arbitrio, disumana umanit&#224;, 
cos&#236; che nulla valga come cosa immutabile.&#8221; (Bertolt Brecht)
&#160;
&#160;
&#160;

Lo stato di &#8220;eccezione&#8221; come caratteristica propria del governo Monti lo si respira e lo si tocca con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><em><img align="left" alt="" height="150" hspace="10" src="http://www.foruminsegnanti.it/vociresistenti/wp-content/uploads/zona_militare--400x300(2).jpg" width="200" /></em><em>&ldquo;E vi preghiamo, </em></div>
<div><i>quello che succede ogni giorno non trovatelo naturale. </i></div>
<div><i>Di nulla sia detto: &ldquo;&egrave; naturale&rdquo; in questi tempi di sanguinoso smarrimento, </i><i>ordinato disordine, </i></div>
<div><i>pianificato arbitrio, disumana umanit&agrave;, </i></div>
<div><i>cos&igrave; che nulla valga come cosa immutabile.</i><i><span style="font-size: 11.5pt;">&rdquo;</span></i><span style="font-size: 11.5pt;"> (<span style="font-size: 12px;">Bertolt Brecht)</span></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">Lo stato di &ldquo;<b><i>eccezione</i></b>&rdquo; come caratteristica propria del governo <b>Monti</b> lo si respira e lo si tocca con mano nei <b><i>territori militarizzati</i></b> e negati ai diritti delle popolazioni che ne hanno legittima sovranit&agrave; essendo <b><i>beni comuni</i></b>. In <b>Valle di Susa</b> stiamo assistendo ad episodi drammatici di una vera e propria <b>guerra</b> scatenata dallo Stato contro la popolazione inerme che aderisce al movimento <b>No Tav</b>. La strenua resistenza degli abitanti dell&rsquo;intera Valle, che dura da anni e non arretra davanti alle truppe di occupazione &egrave; un esempio di coraggio civile, di compattezza e di solidariet&agrave; per tutto il Paese. Tanto pi&ugrave; che i resistenti valsusini si trovano, novelli Davide contro Golia, a combattere contro il &ldquo;<b><i>malefico intreccio</i></b>&rdquo; (che avvelena i gangli vitali del Paese) tra interessi economici, politici e mafiosi (in particolare la <a href="http://www.cadoinpiedi.it/2012/03/01/la_ndrangheta_in_val_si_susa.html#anchor">&#39;Ndrangheta</a>), esistenti dietro&nbsp;il <a href="http://www.youtube.com/watch?v=-asp6Gjqpl8&amp;feature=youtu.be"><b>TAV</b></a>, opera dichiarata da valenti tecnici dannosa, inutile e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=tNjb-RmfkeY&amp;feature=share">insostenibile</a> sul piano economico.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">Non &egrave; la prima volta che viene militarizzato un territorio per far passare sulla testa dei cittadini lo scempio della loro vita e dell&rsquo;ambiente. Il primo laboratorio su piccola scala &egrave; stato <b>Chiaiano</b> (Napoli) dove la <a href="http://www.foruminsegnanti.it/modules.php?name=Sections&amp;op=listarticles&amp;secid=7">comunit&agrave; combattette </a>con fermezza contro la discarica impiantata nel pieno di un bellissimo parco, la Selva di Chiaiano, importante polmone verde della citt&agrave;. In nome dell&rsquo;<b><i>emergenza</i></b>, <b>Berlusconi</b> emise un decreto (<a href="http://www.altalex.com/index.php?idnot=41541">n&deg; 90/08</a>)&nbsp;che disponeva la <b><i>militarizzazione</i></b> della <b>Campania</b> ed una serie di <b><i>deroghe pericolosissime</i></b> per la salute, aiutato dal fido <b>Bertolaso</b>.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">Gli articoli del <b>Decreto Sviluppo</b>, che <a href="http://www.infoaut.org/index.php/blog/no-tavabenicomuni/item/3002-governo-in-bilico-direttive-europee-decreto-sviluppo-e-no-tav">consentono la militarizzazione</a> della Valle di Susa, sono stati <b>l&rsquo;ultimo atto di Berlusconi</b>, ereditato volentieri da Monti che lo ha messo con <b><i>rudezza</i></b> in esecuzione, in modo che fosse da <b><i>monito</i></b> all&rsquo;intero Paese che ha votato, in larghissima maggioranza, i <b><i>referendum</i></b> per l&rsquo;acqua bene comune, per i servizi pubblici locali e contro il nucleare, affermando in tal modo il <b><i>primato della sovranit&agrave; popolare sul destino dei beni comuni</i></b>.</span></div>
<div><span style="font-size: 11.5pt;">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">Per chi ciancia di <b><i>discontinuit&agrave;</i></b> tra Monti e Berlusconi, quanto detto &egrave; piuttosto un segnale di <b>continuit&agrave;</b> politica dei due governi. Non bisogna confondere l&rsquo;<b>apparenza</b> con la <b>sostanza</b>.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">Quest&rsquo;estate il Paese &egrave; passato dall&rsquo;incredibile e grottesca sollecitazione al &ldquo;<b><i>consumo patriottico</i></b>&rdquo; da parte del governo Berlusconi, fatta ad una popolazione gi&agrave; stremata dai tagli e dalle iniquit&agrave;, alla &ldquo;<b><i>chiamata alle armi</i></b>&rdquo; improvvisa per fronteggiare la guerra dello &ldquo;<b><i>spread</i></b>&rdquo;. In un baleno ci siamo trovati sotto &ldquo;<b><i>tutela</i></b>&rdquo; delle banche e con un &ldquo;<b><i>governo tecnocratico</i></b>&rdquo; che ha sospeso di fatto i normali strumenti democratici, gi&agrave; compromessi, e la stessa Costituzione. In pochi giorni siamo passati da una &ldquo;<b><i>ricchezza virtuale e non percepita</i></b>&rdquo; allo stato di &ldquo;<b><i>minacciato fallimento</i></b>&rdquo; per debiti non contratti dalla stragrande maggioranza di noi. La discontinuit&agrave;, anche in questo caso, &egrave; <b>apparente</b>: &egrave; dal 2008 (inizio del nuovo ciclo di crisi economica) che &egrave; cominciata la politica concreta di <b><i>far pagare ai lavoratori il costo della crisi</i></b> stessa, non creata certo da loro. Come ha reagito la popolazione in questi mesi?</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">C&rsquo;&egrave; una brutta aria in giro, non tanto per il &ldquo;<b><i>golpe</i></b>&rdquo; pi&ugrave; o meno &ldquo;<b><i>sobrio</i></b>&rdquo; [<a href="http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2012/02/24/golpe-sobrio-a-borsa-armata/">QUI</a>]&nbsp;che ci opprime, quanto piuttosto ci preoccupa la <b>debole reazione</b> di pochi data la posta in gioco. La debolezza di adeguata risposta civile &egrave; indice di una <b>sottovalutazione</b> di molti riguardo alla gravit&agrave; dei fatti e delle conseguenze del massacro di diritti e di vite che sta accadendo in questo &ldquo;<b><i>crepuscolo di democrazia borghese</i></b>&rdquo;.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">Come se i cittadini, privati dei servizi essenziali, i lavoratori, che perdono diritti e lavoro, i giovani, senza pi&ugrave; futuro, &nbsp;dovessero apprezzare la &ldquo;<b><i>sobriet&agrave;</i></b>&rdquo; del loden di fronte alla &ldquo;<b><i>volgarit&agrave;</i></b>&rdquo; del bunga- bunga. Si divulga come sostanza l&rsquo;apparenza, per nascondere la verit&agrave; di una &ldquo;<b><i>rivoluzione reazionaria</i></b>&rdquo;&nbsp;in atto da parte della classe dominante che vuole tacitare per sempre l&rsquo;altra classe, riducendola all&rsquo;obbedienza &ldquo;<b><i>senza se e senza ma</i></b>&rdquo;. E lo fa pi&ugrave; facilmente rivestendo il ruolo di &ldquo;<b><i>salvatore della Patria in pericolo</i></b>&rdquo;.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">Nella storia si ripetono i momenti di <b><i>svolta</i></b> nei quali nulla &egrave; scontato ed i protagonisti che, in un modo o nell&rsquo;altro, si trovano a rappresentare i ceti sociali, sono costretti a scegliere <b><i>senza ambiguit&agrave;</i></b><i>.</i></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">Un esempio, tra i tanti, ai tempi della <b>Prima Guerra Mondiale</b>, l&rsquo;accettazione di tanti socialisti dell&rsquo;entrata in guerra, in nome delle necessit&agrave; patriottiche. La II Internazionale, che fino alla vigilia aveva gridato &ldquo;<b><i>Guerra alla guerra</i></b>&rdquo;, si dissolse come neve al sole. <b>Turati</b> in Italia divenne &ldquo;<b><i>patriottico</i></b>&rdquo;, mentre in Germania il solo <b>Karl Liebcknet</b> voto contro i crediti di guerra. Queste scelte resero pi&ugrave; facile lo sbandamento successivo di tanti e la&nbsp;<b>sottovalutazione</b> nei confronti del reale pericolo dell&rsquo;ascesa del nazifascismo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">A ben pensarci, si pu&ograve; dire che <b><i>lo stato di eccezione ha costituito quasi la regola</i></b> nella storia di questo Paese.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">Eravamo da poco usciti dal ventennio e dal massacro della <b>Seconda Guerra Mondiale</b> con i suoi numerosi milioni di morti e la mostruosit&agrave; dei campi di sterminio, superata in Italia con la lotta dei <b>gruppi resistenziali</b>, il cui nerbo era costituito da <b>comunisti e socialisti</b>, che riscattarono la vergogna del fascismo; era ancora fresca d&rsquo;inchiostro <b>la Costituzione</b>, quando gi&agrave; si infiltr&ograve; il vento gelido della &ldquo;<b><i>guerra fredda</i></b>&rdquo; con l&rsquo;agitato pericolo comunista. In realt&agrave; la nuova &ldquo;<b><i>emergenza</i></b>&rdquo;, che imped&igrave; tra l&rsquo;altro in Italia una seria epurazione dei responsabili del fascismo come in Germania, <b><i>faceva comodo</i></b> anche agli imprenditori ai quali andavano strette la garanzie costituzionali. A loro piaceva di pi&ugrave; continuare a schiacciare gli operai com&rsquo;era durante il Fascismo e durante l&rsquo;emergenza bellica.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">In nome dell&rsquo;emergenza contro il cosiddetto pericolo comunista &egrave; avvenuta la parte pi&ugrave; oscura della nostra storia, costellata di <b><i>stragi impunite</i></b> (a cominciare da Portella della Ginestra a Piazza Fontana, ecc.), di <b><i>tentavi di colpi di Stato</i></b> ancora in parte misteriosi, di <b><i>intrecci oscuri</i></b> tra parti delle <b><i>Istituzioni, potere economico, mafia</i></b> e <b><i>potere massonico</i></b>. Il vento della guerra fredda <b><i>congel&ograve;</i></b> la stessa Costituzione. Fu la <b><i>Primavera</i></b><b><i> sessantottina</i></b>, diffusa nel mondo occidentale, a tentare in Italia di spingere verso un percorso di attuazione del dettato costituzionale. Essa <b><i>liber&ograve;</i></b> una notevole energia potenziale, tenuta compressa fino ad allora dal potere, con l&rsquo;effetto di mettere in moto enormi masse di lavoratori e studenti che reclamavano partecipazione alle decisioni e diritti costituzionali, in particolare libert&agrave;, uguaglianza e giustizia. E&rsquo; <b><i>grazie a queste lotte</i></b> che abbiamo ottenuto una serie di diritti che, pezzo dopo pezzo, ci stanno ora strappando.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">E&rsquo; inutile attardarsi in ulteriori analisi storiche. Dagli anni &rsquo;70 fino ad oggi viviamo l&rsquo;epoca del <b><i>trionfo del liberismo</i></b> come necessit&agrave; emergenziale contro le crisi e come unica soluzione per &ldquo;<b><i>modernizzare</i></b>&rdquo; il mondo, l&rsquo;epoca della cosiddetta <b><i>globalizzazione</i></b>. I sacerdoti della dottrina neoliberista erano <b><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Heyek e&nbsp;Milton Friedman<strong>&nbsp;</strong></span></b><strong><span style="color: rgb(51, 51, 51); font-weight: normal;">che introdussero la <b>Shock Economy</b>. Se finora l&rsquo;emergenza avveniva di fatto, ora essa &egrave; diventata, suffragata da una dottrina da premi Nobel, regola di vita quotidiana. Addirittura la <a href="http://www.peacelink.it/mediawatch/a/28178.html">Shock Economy</a> neoliberista faceva delle </span></strong><b><i><span style="color: rgb(51, 51, 51);">emergenze continue</span></i></b><span style="color: rgb(51, 51, 51);">, costruite spesso artatamente, uno strumento essenziale per accumulare enormi profitti nelle mani di pochi potenti. Per il capitalismo in crisi endemica di sovrapproduzione e che procedeva rapidamente verso l&rsquo;estensione globale del mercato e quindi anche verso il lento esaurimento della sua possibilit&agrave; di rapina dei territori, la ricetta neoliberista &egrave; apparsa come la panacea dei suoi mali. Nel giro di alcuni decenni, tutto &egrave; stato <b><i>destrutturato</i></b>, mentre la <b><i>pretesa dei diritti &egrave; diventata utopia.</i></b> Ogni <b>arbitrio o delitto</b> del potere dominante <b><i>&egrave; diventato legale</i> </b>di fatto anche se palesemente illegale. Il continuo succedersi di <b><i>eventi destabilizzanti</i></b>, aiutati anche dal potere mediatico che li amplifica, creano un effetto di <b><i>ineluttabilit&agrave;</i></b> di quanto accade come se fosse effetto di <b><i>cataclismi naturali</i></b>.</span></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Nel <b><i>tritacarne dell&rsquo;emergenza neoliberista</i></b> &egrave; finito gran parte del nostro stato sociale, sacrificato alle &ldquo;<b><i>necessit&agrave; moderniste</i></b>&rdquo;. L&igrave; &egrave; finita anche la nostra <b>Scuola</b>, temuta come fabbrica di teste pensanti.</span></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Il governo Berlusconi ha eseguito il disegno politico neoliberista costituito dal <b><i>Piano di Rinascita democratica</i></b> di <b>Licio Gelli</b>. Con l&rsquo;<b><i>esproprio</i></b> attuale in Europa (in particolare in Grecia e in Italia) <b><i>della sovranit&agrave; nazionale</i></b>, con il <b><i>Governo delle Banche</i></b> di Monti ed il <b><i>ricatto del debito</i></b>, siamo ben oltre.</span></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Ormai il &ldquo;<b><i>Re &egrave; nudo</i></b>&rdquo;, almeno per molti. Se la classe operaia, <b><i>forte</i></b> negli anni &rsquo;60, nella sua organizzazione nelle grandi fabbriche, &egrave; stata per questo <b><i>indebolita</i></b> enormemente <b><i>polverizzandola</i></b> attraverso le chiusure di stabilimenti, le continue delocalizzazioni e con il precariato dei contratti pi&ugrave; o meno atipici anche per colpa di sciagurate politiche sindacali, <b><i>a larghissimi strati della borghesia non &egrave; andata meglio</i></b>: essi sono finiti, nel corso di decenni di shock economy, nell&rsquo;inferno della <b><i>proletarizzazione</i></b>. A questo punto per&ograve; l&rsquo;enorme mostro costruito mostra anche la <b><i>sua debolezza</i></b>: &egrave; evidente a tutti che il 90% o il 99% della popolazione <b><i>sorregge</i></b> la societ&agrave; intera, mentre l&rsquo;1% o poco pi&ugrave; vorrebbe far pagare a loro le sue contraddizioni e i suoi debiti pi&ugrave; o meno artificiali anche a costo di immani sofferenze e distruzioni. </span></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Non accettiamo dal potere i nuovi appelli &ldquo;<b><i>patriottici</i></b>&rdquo;: <b><i>il loro interesse non &egrave; il nostro</i></b>! Non &egrave; vero che c&rsquo;&egrave; un futuro migliore dopo sacrifici inauditi, ma ci sono ancora sacrifici sempre pi&ugrave; inumani e il volto ancora pi&ugrave; feroce del dispotismo reazionario! </span></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">E&rsquo; necessario che <b><i>attorno&nbsp;ai lavoratori</i></b>, il cui lavoro arricchisce i padroni e costituisce il <b><i>pilastro</i></b> del suo Sistema di sfruttamento, si <b>organizzino</b> tutti i movimenti da quelli che difendono i diritti dei lavoratori stessi a quelli che stanno lottando contro il precariato, contro il debito, in difesa della scuola, contro le opere pericolose e in difesa dei territori, per la giustizia e la verit&agrave;, per la difesa dei beni comuni, ecc. La necessit&agrave; di organizzazione &egrave; vitale per vincere battaglie e guerre.</span></span></div>
<div style="text-align: justify;">&nbsp;</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;"><b><i><span style="color: rgb(51, 51, 51);">Democrazia al Lavoro, NO Debito, No Tav, Scuola Pubblica, Servizi pubblici, Beni Comuni, Verit&agrave; sulle stragi e sulla trattativa Stato-Mafia, No Mafie</span></i></b><span style="color: rgb(51, 51, 51);">, ecc.</span></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">&nbsp;</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;"><span style="color: rgb(51, 51, 51);">A cominciare dalla partecipazione alle <b>manifestazioni di solidariet&agrave; per la Valle di Susa</b>, alla <b>Manifestazione FIOM del 9 marzo a Roma</b>&nbsp;sulle problematiche della <b>Democrazia al lavoro e oltre</b>, alle iniziative&nbsp;del&nbsp;<b>movimento del No Debito, come Occupiamo Piazza Affari a Milano il 31 marzo</b>.</span></span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 11.5pt;">&nbsp;</span></div>
</div>
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		<title>Resistere è giusto</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Mar 2012 13:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voci Resistenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Multimedia]]></category>

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		<description><![CDATA[[Video Libera.tv] La testimonianza di Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato Centrale FIOM ed esponente del movimento NO DEBITO, presente ai presidi in Val di Susa. La battaglia per la democrazia di una intera popolazione va sostenuta. Bisogna sconfiggere la criminalizzazione e la deformazione operata anche dai media. La solidariet&#224; non basta serve la mobilitazione.
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><img align="left" alt="" height="164" src="http://www.foruminsegnanti.it/vociresistenti/wp-content/uploads/notav.jpg" width="180" />[Video Libera.tv] La testimonianza di Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato Centrale FIOM ed esponente del movimento NO DEBITO, presente ai presidi in Val di Susa. La battaglia per la democrazia di una intera popolazione va sostenuta. Bisogna sconfiggere la criminalizzazione e la deformazione operata anche dai media. La solidariet&agrave; non basta serve la mobilitazione.</span></span></p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p><object><embed align="middle" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always" bgcolor="#ffffff" flashvars="http_base_url=http://www.libera.tv/&amp;videoid=2158" height="370" loop="false" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" quality="high" scale="exactfit" src="http://www.libera.tv/mm_player.swf?http_base_url=http://www.libera.tv/&amp;videoid=2158" type="application/x-shockwave-flash" width="395"></embed></object></p>
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		<title>Le gravi responsabilità del Presidente della Repubblica</title>
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		<comments>http://www.foruminsegnanti.it/vociresistenti/?p=691#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 29 Feb 2012 20:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voci Resistenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
E&#39; ora di uscire da un timore reverenziale a criticare il ruolo del Presidente della Repubblica. Anche questo timore &#232; segno di una crisi democratica. Solo i re di una volta non erano soggetti alla contestazione e al giudizio dell&#8217;opinione pubblica. In una democrazia piena ogni istituzione, ogni carica politica, &#232; sottoposta al vaglio pubblico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img align="left" alt="" height="243" src="http://www.foruminsegnanti.it/vociresistenti/wp-content/uploads/monti_napolitano_lp.jpg" width="200" /></em></p>
<p style="text-align: justify;"><em><span style="font-size:14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">E&#39; ora di uscire da un timore reverenziale a criticare il ruolo del Presidente della Repubblica. Anche questo timore &egrave; segno di una crisi democratica. Solo i re di una volta non erano soggetti alla contestazione e al giudizio dell&rsquo;opinione pubblica. In una democrazia piena ogni istituzione, ogni carica politica, &egrave; sottoposta al vaglio pubblico del suo operato. [Giorgio Cremaschi]</span></span></em><span style="font-size:14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"></p>
<p>	Ci aveva gi&agrave; provato Giulio Tremonti. Quando era ancora ministro aveva dichiarato che le pastoie burocratiche della legge 626 sulla sicurezza sul lavoro sono un danno per le imprese. Allora questa affermazione suscit&ograve; un diffuso scandalo. Oggi il governo Monti l&rsquo;ha resa legge dello Stato. Ed infatti il decreto semplificazioni, uno dei tanti con cui il governo sta smantellando regole e diritti, nel suo articolo 14 toglie alle imprese molti vincoli di informazione e di comportamento, e soprattutto, di controllo sulla salute e la sicurezza nel lavoro. E&rsquo; un fatto gravissimo, che avviene nel solito totale silenzio del regime informativo e anche, &egrave; bene sottolinearlo, senza alcun intervento o interesse da parte di un Presidente della Repubblica, che pure pi&ugrave; volte si era espresso contro la tragedia della continua strage sul lavoro.<br />
	Ecco, in un paese che vuole rimuovere tutti i suoi tab&ugrave;, compreso quello dell&rsquo;articolo 18, l&rsquo;unico tab&ugrave; rimasto pare essere l&rsquo;insindacabilit&agrave; del capo dello Stato. Eppure ce ne sono di cose da dire.<br />
	Il politologo non certo estremista di sinistra Giovanni Sartori, ha scritto che siamo ormai in una repubblica presidenzialparlamentare. Questo non &egrave; previsto dalla nostra Costituzione. Era previsto nello Statuto albertino, nella costituzione monarchica, che il re avesse un ruolo determinante nella scelta del capo di governo. Non fa parte questo della nostra Costituzione. Eppure l&igrave; stiamo andando, con un governo che nei fatti pu&ograve; essere definito il governo Monti-Napolitano e con un Presidente della Repubblica che va ben oltre il suo ruolo di garanzia e che interviene su tutte le scelte di merito politico che sono di fronte al governo, al parlamento, al paese. Se domani Berlusconi volesse lanciare una campagna per l&rsquo;elezione diretta del Presidente della Repubblica e per il presidenzialismo, non avrebbe difficolt&agrave; ad appoggiarsi ai comportamenti concreti dell&rsquo;attuale Presidente della Repubblica. Cos&igrave; la Costituzione italiana, tra modifiche di fatto dei ruoli istituzionali, cessione di sovranit&agrave; all&rsquo;Europa delle banche e della finanza, obblighi assunti contrattati che non sono sottoposti a nessuna valutazione popolare, cos&igrave; la Costituzione italiana viene progressivamente svuotata. Il Parlamento dei nominati, che fino a poco tempo fa suscitava tanto scandalo, non solo sostiene il governo nominato, ma si prepara anche a cambiare strutturalmente la nostra Costituzione con la modifica dell&rsquo;articolo 81. Qui non solo si stravolge il senso della nostra Costituzione, visto che non a caso i padri costituenti non avevano minimamente pensato a inserire in essa l&rsquo;assurdit&agrave; dell&rsquo;obbligo del pareggio di bilancio, ma si impegna concretamente la politica economica e le scelte sociali dei prossimi vent&rsquo;anni. Visto che questo obbligo che ci assumiamo si somma al trattato europeo che impone il rientro dal debito in vent&rsquo;anni. Nella sostanza, si costituzionalizza una sorta di obbligo al pagamento dell&rsquo;equivalente dei debiti di una guerra, senza che il popolo italiano sia minimamente in condizioni di poter valutare e decidere cosa si prepara per il suo lungo futuro. E&rsquo; un fatto gravissimo, che, ripeto, viene attuato da un Parlamento privo di qualsiasi reale legittimit&agrave;, che impegna per&ograve; tutti i prossimi parlamenti, se e quando saranno eletti. Cos&igrave; non va proprio ed &egrave; ora di uscire da un timore reverenziale a criticare il ruolo del Presidente della Repubblica in tutto questo. Anche questo timore &egrave; segno di una crisi democratica. Solo i re di una volta non erano soggetti alla contestazione e al giudizio dell&rsquo;opinione pubblica. In una democrazia piena ogni istituzione, ogni carica politica, &egrave; sottoposta al vaglio pubblico del suo operato. Per questo il presidente Napolitano &egrave; oggi criticabile, criticabilissimo senza che ci&ograve; faccia scandalo. E bisogna cominciare a dirlo con forza per non precipitare, senza neanche accorgercene, in un altro sistema costituzionale.</p>
<p>	<strong>Giorgio Cremaschi</strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size:11px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">(fonte: www.rete28aprile.it)</span><br />
	</span></p>
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		<title>I tabù degli aspiranti totem</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2012 12:55:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voci Resistenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
E&#39; invalso l&#39;uso di chiamare in causa il &#34;tab&#249;&#34; per ridicolizzare e neutralizzare quanti difendono i diritti non negoziabili e le libert&#224; intoccabili, per bollarli come &#34;passatisti&#34; e &#34;integralisti&#34;. La parola tab&#249;, infatti, evoca, tra la gente comune, becera superstizione, riti selvaggi, proibizioni liberticide e interdizioni ancestrali, &#34;medievali&#34;. 
	I nuovi sacerdoti del neoliberismo, pronti ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="" height="156" src="http://www.foruminsegnanti.it/vociresistenti/wp-content/uploads/tabu.jpg" width="200" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">E&#39; invalso l&#39;uso di chiamare in causa il &quot;tab&ugrave;&quot; per ridicolizzare e neutralizzare quanti difendono i diritti non negoziabili e le libert&agrave; intoccabili, per bollarli come &quot;passatisti&quot; e &quot;integralisti&quot;. La parola tab&ugrave;, infatti, evoca, tra la gente comune, becera superstizione, riti selvaggi, proibizioni liberticide e interdizioni ancestrali, &quot;medievali&quot;. </p>
<p>	I nuovi sacerdoti del neoliberismo, pronti ad assassinare i diritti civili sull&#39;altare del Mercato, l&#39;hanno scelta con cura, non c&#39;&egrave; che dire.</p>
<p>	Il tab&ugrave;, appunto, &egrave; legato inscindibilmente alla sacralit&agrave;: ma esiste anche una &quot;sacralit&agrave; laica&quot;, che comprende tutto quello che va considerato intoccabile a livello di garanzie e tutele civili: la dignit&agrave; del vivere, l&#39;integrit&agrave; psicofisica dei piccoli e degli adolescenti, la libert&agrave; di scelta degli individui sulla propria vita, sul proprio corpo, sulla propria morte&#8230;</p>
<p>	E&#39; &quot;tab&ugrave;&quot;, dunque, anche tutto quello che non si pu&ograve; n&eacute; si deve mettere in discussione non perch&eacute; venerando, ma perch&eacute; non suscettibile di essere articolato e argomentato, data la sua immediata, intuitiva comprensibilit&agrave; e data la sua pacifica accettazione nel quadro complessivo dei diritti &quot;ovvii&quot;, istintivamente e &quot;naturalmente&quot; pretesi e riconosciuti, nell&#39;ambito delle libert&agrave; inconfutabili, immanenti, quelle libert&agrave; per le quali non si chiede il permesso, come non si chiede a nessuno il permesso di respirare. Il &quot;tab&ugrave;&quot;, insomma, nel senso in cui lo intendono anche quelli che lo vogliono negare e azzerare, prefigurando non si sa che sostanzioso e sostanziale progresso, &egrave; un assioma morale, ovvero un postulato politico e ideologico. La Costituzione, seguendo questo ragionamento, &egrave; un elenco dei nostri &quot;tab&ugrave;&quot;!</p>
<p>	Dire che i tab&ugrave; vanno abbattuti; dire che &quot;se ne pu&ograve; discutere&quot;, vuol dire che non c&#39;&egrave; nulla di socialmente e laicamente incontrovertibile e intangibile, compreso l&#39;habeas corpus, compresa la dignit&agrave;, compresa l&#39;uguaglianza dei cittadini&#8230;</p>
<p>	E&#39; molto, molto pericoloso abbattere i &quot;tab&ugrave;&quot;, se i tab&ugrave; sono i postulati della morale alta, frutto di mediazioni e conquiste, quella cui tendiamo nello sforzo quotidiano di lotta e, quando possibile, di legiferazione. </p>
<p>	Forse un cialtrone trasformista come Veltroni, che pure fa il missionario a tempo perso, non arriva a capire che il &quot;tab&ugrave;&quot; non &egrave; solo l&#39;isterico divieto di violare una norma calata dal cielo, imposto dagli sciamani di tutte le religioni, ma anche il divieto di violare norme scritte sulla terra, norme che la societ&agrave; si autoimpone con gioia e a sua tutela, per scongiurare aberrazioni e sopraffazioni.</p>
<p>	Non sar&ograve; io a spiegarglielo. Io gli chiedo solo di sparire, assieme alla sua ciurma di ciurmadori, a beneficio di tutti, e spero che diventi quanto prima un serio e inviolabile &quot;tab&ugrave;&quot; l&#39;inclusione di quelli come loro nei dibattiti e processi democratici.</p>
<p>	<strong>Marcella Raiola</strong></span></span></p>
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		<title>Quant&#8217;è bella giovinezza&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Feb 2012 12:52:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voci Resistenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Sedurre i giovani senza amarli, senza rispettarli, senza aiutarli &#232; la retorica del potere. Diversi gli strumenti usati, sempre uguali, alla fine, gli obiettivi. Sostituire il conflitto sociale con la lotta tra le generazioni. 
	La cultura berlusconiana, che ci ha intossicati per un ventennio, ha propinato miti e leggende, ha venduto sogni, ha costruito modelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size:14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><img align="left" alt="" height="139" src="http://www.foruminsegnanti.it/vociresistenti/wp-content/uploads/giovani.jpg" width="200" /></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><em>Sedurre i giovani senza amarli, senza rispettarli, senza aiutarli &egrave; la retorica del potere. Diversi gli strumenti usati, sempre uguali, alla fine, gli obiettivi. Sostituire il conflitto sociale con la lotta tra le generazioni. </em></p>
<p>	La cultura berlusconiana, che ci ha intossicati per un ventennio, ha propinato miti e leggende, ha venduto sogni, ha costruito modelli che ha interpretato, esemplificato e seminato a piene mani anche attraverso un uso/abuso dei media, ai quali ha sempre dato in pasto dichiarazioni provocatorie, barzellette e battutine da bar sport dietro le quali tutti a rincorrere, sostenitori e fans, ma anche critici e contrari.</p>
<p>	Berlusconi ha interpretato il sogno degli italiani, ovvero il loro bisogno di sognare. Sognare la possibilit&agrave; di diventare ricchi, basta che lo Stato lasci fare, non frapponga ostacoli, lacci e laccioli, basta trovare i giusti agganci, basta avere visibilit&agrave;. La ricchezza, sinonimo di felicit&agrave;, &egrave; naturale conseguenza dell&#39;apparire, della fama. Dal bisogno di apparire scaturisce la necessit&agrave; dell&#39;apparenza, della bella apparenza. Il culto del corpo, la visibilit&agrave;, la frequentazione dei media e degli ambienti ad essi contigui, la frequentazione delle stanze del potere che bisogna adulare, compiacere, e al quale bisogna anche offrirsi per averne i favori.</p>
<p>	&ldquo;Se tu sei racchia e fai schifo, te ne devi stare a casa. Se vuoi 20mila euro al mese ti devi vendere anche tua madre&rdquo;</p>
<p>	Terry De Nicol&ograve;, escort famosa per le sue prestazioni presidenziali, pronuncia queste parole spontanee, per certi aspetti &quot;innocenti&quot; e ingenue, perch&eacute; ritenute da lei normali al limite dell&#39;ovviet&agrave;. Queste parole sono il paradigma della cultura berlusconiana basata sulla convinzione che tutto abbia un prezzo: le cose, le occupazioni, le cariche, gli uomini, le donne, la giustizia, le istituzioni ecc. Tutto pu&ograve; essere venduto e comprato, basta fare il prezzo giusto e avere la moneta con cui pagare.</p>
<p>	I modelli sociali che questa cultura sottende sono aberranti, incompatibili con un paese civile in cui ci siano uomini e donne che hanno dignit&agrave;, senso dell&#39;onore e del pudore, amore per un lavoro onesto, magari faticoso, ma che non costringe a &quot;vendersi&quot;. Berlusconi, come in uno spot pubblicitario, ha costruito un sogno in cui si vedono giovani belli, felici e gaudenti, con auto di lusso, elegantissimi, nei posti pi&ugrave; belli della terra e con il mondo ai loro piedi. Il suo target erano i giovani, l&#39;eterna giovinezza, il potere sugli altri con la seduzione. Era, ed &egrave; ossessionato dalla giovent&ugrave;, anche quella precoce al limite dell&#39;adolescenza.</p>
<p>	Dopo 20 anni, sotto i colpi della crisi che ha provocato un brusco e tragico risveglio dal sogno, degenerato frattanto in narcolessia, questa epoca si &egrave; avviata sul triste viale del tramonto in favore di altra cultura, altri paradigmi, altro stile, altri modelli, altri sogni, altre narrazioni.</p>
<p>	La diversit&agrave; di questa cultura la stiamo scoprendo via via col nuovo governo. Una cosa che balza subito agli occhi in tutta la sua evidenza &egrave; il fatto che Monti si rivolga anche lui ai giovani, citandoli spesso, chiamandoli alla complicit&agrave;, giurando che tutto quello che fa, lo fa per loro.</p>
<p>	I giovani montiani sono, per&ograve;, diversi. Non pi&ugrave; quelli degli spot pubblicitari, sono giovani che devono costruirsi una posizione sociale, con l&#39;impegno, la fatica, la competizione, l&#39;adattabilit&agrave; a qualsiasi occupazione, in qualsiasi condizione, per qualsiasi tempo della vita, ovunque. E se non lo fanno sono &ldquo;mammoni&rdquo; o &ldquo;sfigati&rdquo;.</p>
<p>	Il sogno del giovane montiano &egrave; meno contaminato eticamente, non c&#39;&egrave; che dire, ma &egrave; costretto entro il convincimento che la sua vita &egrave; una variabile dipendente del mercato del lavoro e dei cicli economici che dipendono da fattori per i quali la sua vita, il suo pensiero, la sua azione nella societ&agrave;, il suo essere persona non contano niente. Un giovane, quello montiano, svuotato della sua essenza pi&ugrave; umana, quella della prospettiva e del progetto di vita da costruirsi &quot;insieme&quot; agli altri, non in competizione e &quot;contro&quot; gli altri. O prende quello che &quot;offre&quot; il mercato, o &egrave; un mammone impigrito e vagabondo. E se vuol capire il motivo di questa assenza di prospettiva, se vuole scoprire di chi &egrave; la &quot;colpa&quot;, &egrave; presto detto, &egrave; dei &quot;padri&quot;.</p>
<p>	L&#39;invito al parricidio si coniuga col senso di colpa dei padri, che angosciati si chiedono se davvero essi hanno depredato e sperperato le risorse del paese, hanno tolto il pane di bocca ai figli, si sono costruiti e si sono arroccati in un&#39;impenetrabile cittadella di privilegi e, come il conte Ugolino, hanno cannibalizzato i propri figli.</p>
<p>	I padri sono spiazzati, credevano di aver fatto tutto quello che era umanamente possibile per i figli, dare loro qualche sicurezza, nutrirli, istruirli, contribuire col lavoro alla crescita della casa comune, aiutarli anche quando dovrebbe essere la societ&agrave; a dare loro un lavoro, un&#39;occupazione e mantenerli anche con la cassa integrazione, con la pensione misera del nonno, col mutuo da pagare.<br />
	Tutto si sarebbero immaginato, tranne che un giorno venisse qualcuno a ribaltare il paradigma della solidariet&agrave; tra padri e figli per porre al centro dell&#39;attenzione il conflitto generazionale al posto di quello sociale.</p>
<p>	I giovani, per avere, devono togliere ai padri. Il posto lo avranno se sar&agrave; licenziato il padre, qualche diritto lo avranno solo se sar&agrave; tolto al padre. E intanto le vere cause della crisi, le vere responsabilit&agrave;, i veri interessi rapaci che cannibalizzano tutti, padri e figli, se ne stanno ben coperti nel loro oggettivo, asettico, intangibile, tecnico assioma della realt&agrave;, che bisogna prendere cos&igrave; come &egrave;, naturale, immodificabile, eterna, fissa, imprescindibilmente scontata e indiscutibile, altrimenti c&#39;&egrave; la catastrofe, la rovina in cui tutti perderemo tutto, anche quello che non abbiamo.</p>
<p>	I giovani, dunque, sono gli obiettivi tanto di Berlusconi quanto di Monti; l&#39;uno per ridurli all&#39;ebetismo onirico tramite illusioni vuote, non possono infatti tutti andare in televisione, fare spettacolo, soldi, compiacere il sultano, sposare un calciatore o il figlio del Cavaliere ecc., l&#39;altro per indurli alla rinuncia a qualsiasi progetto di vita con la sottomissione docile al mercato, dal quale devono prendere quello che offre, non quello che sognano e per cui hanno studiato e fatto sacrifici insieme alle loro famiglie per lunghi anni. Popolo senza volto, senza nome, senza diritti.</p>
<p>	Sedurre i giovani senza amarli, senza rispettarli, senza aiutarli &egrave; la retorica del potere. Diversi gli strumenti usati, sempre uguali, alla fine, gli obiettivi. Sostituire il conflitto sociale con la lotta tra le generazioni. La critica sociale e il conflitto democratico contro i poteri forti costituiti e dominanti, che hanno polarizzato sempre pi&ugrave; la ricchezza e allargato oltre la tollerabilit&agrave; sociale la povert&agrave;, vengono sostituiti dallo scontro tra poveri, tra generazioni, tra padri e figli in un conflitto alla fine del quale c&#39;&egrave; solo la sconfitta di tutti, ma non di chi veramente &egrave; responsabile della crisi e dei corifei che hanno seminato e raccolto per loro, intonando il peana delle magnifiche sorti e progressive del liberismo.</p>
<p>	Cosimo De Nitto </p>
<p>	<span style="font-size:11px;">(Fonte: Retescuole)</span></span></span></p>
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		<title>La Grecia brucia</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 11:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voci Resistenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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La Grecia &#232; arrivata alla resa dei conti. Il Parlamento si accinge a capitolare di fronte al plotone d&#8217;esecuzione costituito dalla cosiddetta troika, formata dall&#8217;Unione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale. La societ&#224; civile sta protestando violentemente di fronte al Parlamento. Il primo ministro Papademos, alter ego del nostro Monti, ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><img align="left" alt="" height="141" src="http://www.foruminsegnanti.it/vociresistenti/wp-content/uploads/greciabrucia.jpg" width="200" /></span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">La Grecia &egrave; arrivata alla resa dei conti. Il Parlamento si accinge a capitolare di fronte al plotone d&rsquo;esecuzione costituito dalla cosiddetta troika, formata dall&rsquo;Unione Europea, la Banca Centrale Europea e il Fondo Monetario Internazionale. La societ&agrave; civile sta protestando violentemente di fronte al Parlamento. Il primo ministro Papademos, alter ego del nostro Monti, ha dichiarato che &ldquo;il vandalismo e la distruzione non hanno un posto nella democrazia&rdquo;: le stesse parole usate ieri, in maniera preventiva, dal nostro presidente Napolitano.</p>
<p>	Naturalmente, i mandanti (im)morali della troika, e gli esecutori materiali del governo greco, presentano le misure che stanno per essere adottate come &ldquo;inevitabili e necessarie&rdquo;: le stesse parole che abbiamo sentito anche noi, fino alla nausea, dal colpo di mano del 9 novembre 2011 a oggi. E queste misure (udite, udite!) consistono in: &ldquo;Una radicale riforma del mercato del lavoro, con una profonda liberalizzazione. Una diminuzione di oltre il 20% del salario minimo garantito, e un taglio delle pensioni. Una drastica economia di spesa in settori pubblici, come gli ospedali e le autonomie locali. E la vendita dei gioielli di famiglia, come le quote pubbliche in petrolio, gas, acqua e lotteria&rdquo;.</p>
<p>	Queste misure non si chiamano &ldquo;austerit&agrave;&rdquo;, o &ldquo;sacrifici&rdquo;, ma distruzione dello stato sociale e svendita del pubblico al privato. Esse sono dello stesso tenore, vanno nella stessa direzione, e sono ispirate dalla stessa insana ideologia, delle &ldquo;riforme&rdquo; che il nostro governo sta cercando di far passare anche da noi. E che, per ora, il nostro popolo ex-sovrano ha mostrato di accettare con maggior spirito di sopportazione, e minor spirito di sopravvivenza, di quello greco.</p>
<p>	Nel suo editoriale di ieri su Repubblica, parlando delle conseguenze del possibile default della Grecia, del Portogallo e dell&rsquo;Irlanda, Scalfari ha scritto che &ldquo;il fallimento di due o tre paesi dell&rsquo;Eurozona avrebbe ripercussioni molto serie sul sistema bancario internazionale, obbligando gli Stati nazionali a nazionalizzare totalmente o parzialmente una parte notevole dei rispettivi sistemi bancari&rdquo;. Ma, pi&ugrave; che una minaccia, questa dovrebbe essere percepita come una speranza!</p>
<p>	Perch&eacute; ormai &egrave; chiaro che le banche hanno una buona parte di responsabilit&agrave; nella crisi mondiale, avendola fomentata con una manovra di strozzinaggio in due tempi: dapprima, finanziando e comprando una larga parte dei debiti sovrani degli stati, e poi, minacciando di chiederne la restituzione. Gli uomini delle banche al governo, in Grecia come in Italia, ci spiegano che dobbiamo piegarci al ricatto, pagando il riscatto della svendita dello stato. I dimostranti di Atene dimostrano, appunto, che si pu&ograve; dire no agli strozzini, anche quando ti puntano la pistola alla tempia, e sono pronti a premere il grilletto. </p>
<p>	di Piergiorgio Odifreddi (blog Repubblica.it)</span></span></p>
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		<item>
		<title>Dobbiamo fermarli</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 12:02:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voci Resistenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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GIORGIO CREMASCHI &#8211; Se fossi stato in piazza Sintagma avrei anch&#8217;io applaudito i black block. Quello che si sta facendo alla Grecia &#232; una violenza autoritaria senza precedenti per l&#8217;Europa occidentale, dal &#8216;45 ad oggi. Il solo paragone che viene a mente &#232; quando nel 1938, a Monaco, le grandi potenze europee umiliarono la piccola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="" height="187" src="http://www.foruminsegnanti.it/vociresistenti/wp-content/uploads/cremaschifoto.jpg" width="200" /></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">GIORGIO CREMASCHI &#8211; Se fossi stato in piazza Sintagma avrei anch&rsquo;io applaudito i black block. Quello che si sta facendo alla Grecia &egrave; una violenza autoritaria senza precedenti per l&rsquo;Europa occidentale, dal &lsquo;45 ad oggi. Il solo paragone che viene a mente &egrave; quando nel 1938, a Monaco, le grandi potenze europee umiliarono la piccola Cecoslovacchia costringendola a cedere la regione dei Sudeti a Hitler. Allora si disse che l&rsquo;Europa aveva scelto il disonore per evitare la guerra e avrebbe avuto entrambe. Oggi i governi europei e le banche scelgono il massacro sociale per evitare il fallimento e avranno entrambi.<br />
	Oramai &egrave; chiaro che &egrave; criminalit&agrave; economica quella che viene imposta dalla Troika (Fondo monetario internazionale, Banca europea e Commissione europea), in alleanza con i governi di destra dell&rsquo;Europa, da Merkel a Monti. Questa linea provoca terribili devastazioni ma non ha alcuna possibilit&agrave; di rilanciare la tanto decantata crescita, in questo senso andr&agrave; a un clamoroso fallimento. Questa linea distrugge senza produrre alcunch&eacute;, se non i guadagni grondanti di sangue delle Borse, che oggi festeggiano il massacro greco.<br />
	Pare che adesso, non contenti, i burocrati e governi europei chiederanno ai partiti greci di sottoscrivere gli impegni, votati da un parlamento totalmente delegittimato, anche per dopo le elezioni. E se il voto dovesse, come &egrave; quasi sicuro, cancellarli questi partiti servi dell&rsquo;Europa delle banche? Allora cosa chieder&agrave; l&rsquo;Europa, un governo tecnico dei colonnelli? Le barricate greche sono il segno della sconfitta dell&rsquo;Europa della finanza e delle banche, i loro stupidi guadagni hanno vita corta. Certo si vuole colpire la Grecia per far pensare agli italiani che in fondo la rinuncia all&rsquo;articolo 18 &egrave; un prezzo tollerabile, visto quello che &egrave; successo in quel paese. E pu&ograve; darsi anche che in un parlamento italiano, asservito e delegittimato come quello greco, questa stupidaggine trovi largo consenso. Ma la sostanza &egrave; che la rivolta greca &egrave; solo l&rsquo;annuncio della rivolta europea contro la dittatura finanziaria che sta distruggendo democrazia e stato sociale. E&rsquo; solo questione di tempo e la rivolta in Europa crescer&agrave; e travolger&agrave; i governi tecnici e chi li sostiene.<br />
	Dobbiamo fermarli. Cominciamo ora.</p>
<p>	Giorgio Cremaschi <span style="font-size:11px;">(fonte: www.rete28aprile.it)</span></span></span></p>
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		<title>No Debito &#8211; Solidarietà con il popolo greco</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 13:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Voci Resistenti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>

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		<description><![CDATA[
Mercoled&#236;, 15 febbraio, ore 16,00
	davanti alla Rappresentanza della Commissione europea
	a Roma, Via IV Novembre, 149
	Presidio di solidariet&#224; con la lotta del popolo greco
	in difesa della democrazia e delle condizioni di vita
	

	
COMUNICATO &#8211; La troika europea, con l&#39;appoggio del governo greco di unit&#224; nazionale, esige un nuovo e ancor pi&#249; feroce piano di austerit&#224; per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img align="middle" alt="" height="180" src="http://www.foruminsegnanti.it/vociresistenti/wp-content/uploads/no-debito-solidarietà-popolo-greco.jpg" width="180" /></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><strong>Mercoled&igrave;, 15 febbraio, ore 16,00</strong><br />
	davanti alla Rappresentanza della Commissione europea<br />
	a Roma, Via IV Novembre, 149<br />
	<strong><span style="color: rgb(255, 0, 0);">Presidio di solidariet&agrave; con la lotta del popolo greco<br />
	in difesa della democrazia e delle condizioni di vita</span></strong><br />
	</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;"><br />
	</span></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">COMUNICATO &#8211; La troika europea, con l&#39;appoggio del governo greco di unit&agrave; nazionale, esige un nuovo e ancor pi&ugrave; feroce piano di austerit&agrave; per il popolo greco: riduzione brutale dei salari e delle pensioni (-22%, con il salario minimo che dovrebbe passare da 751 &euro; a 600), soppressione di 15.000 posti di lavoro nel pubblico impiego, frantumazione del diritto del lavoro. E non basta. Privatizzazione dei servizi pubblici svenduti per ricavare 4 miliardi e mezzo (con l&#39;impegno a altre e generalizzate privatizzazioni, per arrivare a incassare dalle svendite 50 miliardi entro il 2015), smantellamento del servizio sanitario con il taglio di 1,1 miliardi di farmaci rimborsati dallo stato, distruzione della scuola pubblica. I lavoratori greci sono chiamati ancora a pagare la crisi. L&#39;immensa maggioranza paga le spese di una politica che non aveva scelto, imposta dai mercati finanziari, dalle banche, dal padronato, sotto l&#39;ala protettrice di Merkel e Sarkozy.<br />
	La BCE esige questo piano nell&#39;immediato non tanto per motivi contabili, ma perch&eacute;, alla faccia della democrazia, teme che nelle ormai prossime elezioni politiche di aprile il popolo greco elegga un parlamento meno asservito ai diktat di Bruxelles e Francoforte. Iniziative e appuntamenti del Comitato No Debito<br />
	Quello che accade in Grecia non richiede solo la nostra indispensabile solidariet&agrave; per un popolo che non ha alcuna responsabilit&agrave; per la crisi che si &egrave; creata. L&#39;austerit&agrave; serve a salvare le banche (in particolare quelle francesi e tedesche) che speculano da anni sul debito ellenico. Ma la brutalit&agrave; dell&#39;attacco serve soprattutto a mostrare al resto dei popoli europei quello che li attende, in termini di abbassamento drastico dei livelli di vita. E la protervia con cui non si ascoltano neanche minimamente le massicce, prolungate e dure proteste dei greci serve a scoraggiare in tutti gli altri paesi (prima fra tutti l&#39;Italia) ogni speranza e ogni voglia di resistere alla violenza dell&#39;attacco delle banche. E il popolo greco non si arrende. Le giornate di sciopero generale si susseguono, con partecipazione crescente. Numerosi ministeri sono occupati dai lavoratori, altrettanto accade in molte aziende e nelle scuole e nelle universit&agrave;. Durante il passato weekend, il parlamento &egrave; stato assediato da centinaia di migliaia di manifestati nel tentativo determinato di far sentire la propria voce alle istituzioni ormai commissariate di fatto. Esprimiamo tutta la nostra solidariet&agrave; al popolo greco in lotta. E&#39; con una lotta su scala europea che i popoli del continente devono ribellarsi contro i piani di austerit&agrave;.</p>
<p>	</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">Comitato No Debito <a href="http://www.nodebito.it" target="_blank">www.nodebito.it </a><br />
	</span></span></p>
<p style="text-align: right;"><span style="font-size:14px;"><span style="font-family: arial,helvetica,sans-serif;">comitatonazionale@nodebito.it </span></span></p>
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