di Bruna Sferra
dal Giornale Cobas
n.43 giugno/luglio 2009
Per capire lo scopo della valutazione del sistema scuola basta leggere il documento Un sistema di misurazione degli apprendimenti per la valutazione delle scuole: finalità e aspetti metodologici che l’Invalsi utilizzerà come base per la predisposizione del suo piano di lavoro per il prossimo triennio redatto dai professori Daniele Checchi, Andrea Ichino e Giorgio Vittadini il 4 dicembre 2008. Ne riportiamo i passi più significativi: - l’autonomia decisionale delle scuole dovrà occuparsi della gestione delle risorse umane “di pari passo con la definizione di un sistema di valutazione che permetta di misurare i risultati ottenuti …”; - verrà costituito un “ranking provinciale, regionale e nazionale rispetto a tutte le scuole o alle scuole dello stesso tipo, costruito sulla base della media o della mediana dei risultati dei rispettivi studenti”; - “… sarà possibile studiare se e come collegare i risultati della valutazione a misure di natura premiante o penalizzante per i budget delle singole scuole”; - per assicurare alle scuole la necessaria autonomia il Miur dovrà affrontare i seguenti nodi: “a) Reclutamento e rimozione dei presidi sulla base della performance ottenuta. b) Reclutamento e rimozione degli insegnanti. …”; - si prevede “la predisposizione di un’Anagrafe Scolastica Nazionale che segua nel tempo tutti gli studenti consentendo di abbinare la loro performance alle caratteristiche delle scuole frequentate e degli insegnanti incontrati, nonché a dati di fonte amministrativa sulle caratteristiche demografiche ed economiche delle loro famiglie” mediante la quale “è in linea di principio possibile abbinare ogni singolo insegnante alla performance degli studenti ai quali ha insegnato nel periodo di riferimento ...”. “È quindi teoricamente possibile disegnare un sistema di incentivazione che premi i singoli operatori della scuola in funzione del conseguimento di obiettivi relativi agli studenti con i quali essi siano entrati direttamente in contatto”; - la stima del costo complessivo potrà arrivare fino a 81 milioni di euro. È evidente che le finalità sopra riportate sono in perfetta sintonia con le disposizioni previste nel ddl Aprea: la scomparsa del Consiglio di Circolo/Istituto sostituito da un Consiglio di amministrazione, composto dal dirigente scolastico, dal Dsga senza diritto di voto, da almeno un docente e un genitore, da uno studente per le scuole superiori, da un rappresentante degli enti locali e da esperti esterni, che avrà anche il compito di nominare, tra i docenti esperti ed i membri esterni, il Nucleo di valutazione del servizio scolastico; la distinzione in tre fasce stipendiali (docente iniziale, ordinario ed esperto) dei docenti stessi; la costituzione di una commissione di valutazione degli insegnanti iniziali e ordinari presieduta dal dirigente scolastico, da tre docenti esperti e da un rappresentante designato a livello regionale e la costituzione del portfolio dell’insegnante sono solo alcuni esempi su come quanto affermato nel ddl Aprea e cioè che “la carriera docente deve essere fondata essenzialmente su standard, valutazione, sviluppo, professionalità, specializzazione e responsabilità per i risultati” insieme alla valutazione delle scuole per opera dell’Invalsi conducano inevitabilmente a piegare la didattica alla logica della valutazione in cambio di aumenti stipendiali e/o del budget della scuola.