Norma Bertullacelli*
da il Manifesto
Non c'è bisogno di scomodare don Milani (che sarà già arrabbiato di suo) per dimostrare che studenti e studentesse in situazione economica disagiata e di madrelingua diversa dall'italiano hanno minore successo scolastico rispetto ai vari «Pierino del dottore», il tipico studente modello. E cosa si è pensata la nostra Gelmini? Rispolverare il «tetto» massimo del 30% di alunni stranieri nelle classi. E quelli eccedenti dove li mettiamo? Nessun problema, risponde la ministra. Li mettiamo su dei bei pulmini e li trasportiamo in un'altra scuola. Proviamo a guardare il problema da un'altra angolazione. Perchè non mettiamo sul pulmini i bambini biondi con gli occhi azzurri e li trasportiamo nelle scuole dove gli immigrati sono troppi, fino ad arrivare alla diluizione desiderata? Ma è ovvio: perché i bambini (bianchi) sono ormai affezionati alle insegnanti ed ai compagni! Perché frequentare la scuola del quartiere favorisce le amicizie al di fuori della scuola (tra bianchi)! Perché i bambini (bianchi) la vivrebbero come un'odiosa discriminazione! Perché è sancito da tempo (per i bianchi) il diritto di frequentare la scuola che desiderano! Perché (per i bianchi) aumentare il tempo del trasporto casa/scuola è disagevole! Ci vadano i bambini immigrati sul pulmino! Per il loro bene, ovvio! Qualunque persona di buon senso può indicare soluzioni migliori: maggiori risorse per le scuole (tutte, ma con precedenza a quelle più disagiate); diminuzione del numero degli alunni per classe (tutte, ma con precedenza a quelle situate nelle zone più disagiate); corsi integrativi (veri, per tutti, altro che prove INVALSI per premiare le scuole «migliori»). Gli unici che possono apprezzare i pulmini targati Gelmini sono quelli che si preparano a prenderli a sassate. Fantasia? Allarmismo? Chissà...
* insegnante di scuola primaria